Guida di sopravvivenza all’ansia

ansia, fobia, panico

Dott. Francesco Pinto

L’ansia è fondamentalmente una reazione di paura: la paura è una reazione ad un pericolo percepito, e agisce secondo quattro fasi:

  1. valutazione del pericolo
  2. attivazione del corpo
  3. azione attacco/fuga
  4. fase del cessato pericolo, il corpo ritorna ad un’attivazione basale.

Ad esempio, se incontro un leone fuggito dallo zoo per strada la prima cosa che mi accade sarà che il mio cervello stabilirà in base ai dati in memoria se l’animale sia pericoloso o meno (in questo caso la risposta sarà si!). A questo punto posso reagire con due specifiche modalità: l’attacco o la fuga.
In entrambi i casi il corpo si attiverà immediatamente per predisporre l’organismo a reagire al pericolo, attraverso la rapida attivazione di tutte le funzioni  necessarie per una fuga o un attacco: accelerazione cardiaca, aumento del ritmo del respiro, tensione muscolare, aumento dell’attenzione e della vigilanza, svuotamento delle viscere per essere più leggeri (ecco perché se abbiamo paura spesso dobbiamo correre in bagno!).

In pochi istanti il nostro corpo è pronto ad attaccare o fuggire dal pericolo.

Possiamo ora dare una prima definizione dell’ansia: un’attivazione del sistema fisiologico attacco-fuga ma senza la presenza di un reale pericolo percepito.

In una “normale” attivazione corporea dovuta alla paura, il corpo ”attivato” svolge il suo lavoro, la persona è concentrata sul suo obiettivo e non sulle sue reazioni fisiologiche ed emotive. Ad esempio, prima di un esame o colloquio importante, potreste aver paura (sudorazione, accelerazione del battito, dover andare in bagno!) ma, normalmente, quando si inizia a parlare la paura si attenua fino a scomparire e scoprite di sapere più cose di quelle che immaginavate.

Nell’ansia, non sapendo quale sia il pericolo, il corpo attivato non sa cosa attaccare o fuggire! Non sapendo cosa lo preoccupa non è neanche in grado di sapere fino a quando rimanere preoccupato! In questo caso l’attivazione fisiologica rimane ed il corpo non ritorna mai nell’attività basale.

Nella fobia, invece, si proietta la paura su un oggetto esterno (gatto, insetto, luoghi aperti o chiusi, l’altezza…), così che, evitando l’oggetto fobico, si può disattivare l’ansia. E’ chiaro che la paura originaria, di cui abbiamo perso la consapevolezza, non riguarda un animale innocuo o un luogo, questo è uno stratagemma di adattamento, che a lungo andare, però, peggiora l’esistenza della persona ansiosa.

Ma qual’è l’origine dell’ansia?
Normalmente il pericolo che sottende l’ansia, di cui si è inconsapevoli, è dovuto al nostro “giudice interiore” (cioè il nostro criticarci costantemente: “non sei adeguato, nessuno ti accetterà, non sei sufficientemente preparato, devi essere il migliore” ecc…), per cui le situazioni che provocano ansia sono quelle in cui dobbiamo (o immaginiamo di) dover esporci allo sguardo dell’altro! Le radici del nostro giudice interiore risalgono alla mancata accettazione di cui siamo stati oggetto nella nostra vita.

Cos’è l’attacco di panico?
Quando lo stato di ansia è molto alto, può insorgere un attacco di panico.
Questo è caratterizzato da un preciso periodo durante il quale vi è l’insorgenza improvvisa di intensa apprensione o terrore, spesso associati ad una sensazione di catastrofe imminente. I sintomi possono includere palpitazioni, sudorazione, tremori, sensazione di soffocamento, dolore o fastidio al petto, nausea o disturbi addominali, vertigini o sensazione di testa leggera, paura di perdere il controllo, di impazzire o di morire, brividi o vampate di calore. L’attacco ha un inizio improvviso, raggiunge rapidamente l’apice (di solito 10 minuti o meno) e lascia la persona con la paura che il disturbo si ripresenti. Questa preoccupazione può interferire seriamente con la propria vita, modificando i propri comportamenti (con richiesta di essere accompagnati, evitamento di cose, luoghi e situazioni).

Per liberarti dal tuo problema di ansia, per vivere una vita più serena, per avere relazioni lavorative e personali più soddisfacenti, ti propongo tre consulenze psicologiche* per comprendere quale possa essere la soluzione del tuo disagio.

*al costo di 25 euro ciascuna

Francesco Pinto

Contatta il Dott. Pinto al 339-3244297 o invia un’email a fpinto@studioliberamente.it

 

Ora ti propongo un esercizio per l’attenuazione dell’ansia: abbiamo visto che l’ansia è una reazione di paura ad un pericolo non chiaro, e che quindi non possiamo ne attaccare ne fuggire, di conseguenza non possiamo scaricare l’energia corporea, che rimane repressa nel corpo. Attenuare l’ansia, significa scaricare parte di questa energia corporea (l’esercizio proposto non cura l’ansia ma la attenua!)

Preparazione e posizione
sono possibili tre diverse posizioni, la posizione deve essere comunque quella più comoda possibile.

  1. posizione supina, su una superficie non troppo morbida o a terra. Il corpo disteso, braccia appena flesse lungo il corpo. La testa può essere appoggiata su un cuscino oppure no, purché le spalle e il collo siano comodi;
  2. seduti su una poltrona, braccia e mani lungo i braccioli della poltrona, gambe leggermente divaricate, piedi ben saldi sul pavimento;
  3. seduti su una sedia, la testa e le spalle piegate leggermente in avanti, braccia lungo i fianchi, gambe leggermente divaricate, piedi ben saldi sul pavimento.

Fasi:

  1. appoggiate una mano sulla pancia, inspirate l’aria gonfiando la pancia (la vostra mano deve alzarsi);
  2. in un secondo momento respirate lentamente, immaginate di avere un fiore davanti alla bocca e che il vostro respiro non muova i petali del fiore;
  3. contraete le dita dei piedi verso l’alto e rilasciate;
  4. contraete tutti i muscoli delle gambe e poi rilasciate;
  5. contraete la pancia (spingendola all’interno dell’addome) e poi rilasciate;
  6. con le braccia tese in avanti contraete le dita delle mani in alto e poi rilasciate;
  7. contraete le spalle in dentro e poi rilasciate;
  8. spingete il mento sul petto e rilasciate.

Ripetete i punti dal 4 al 9 per due volte.

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